ANNO DI APPROVAZIONE
1996
TITOLO
PoLLlis
CONTRAENTE
Scienter
Via Val d'Aposa, 3
40123 Bologna
Tel. 051/6560401
Fax 051/6560402
SETTORE
III
MISURA
2.A/121
DURATA
2 anni
PERSONA DA CONTATTARE
Claudio Dondi
PARTENARIATO (nazionale/transnazionale)
THE TAVISTOCK INSTITUTE OF HUMAN RELATIONS (Regno Unito) - THE UNIVERSITY OF EDINBURGH (Regno Unito) - THE CITY OF EDINBURG COUNCIL - DEVELOP. DIP. (Regno Unito) - OSTERREICHISCHES IST. FUR BERUFSBILDUNGFS (Austria) -ORSCHUNG I.M.F.E. - AYUNTAMIENTO DE GRANADA (Spagna)
SETTORE INTERVENTO
Formativo/Ricerca e sviluppo
IMPATTO PREVISTO
Regionale
PAROLE CHIAVE
Lotta all’esclusione
OBIETTIVI
* Identificare le iniziative nel campo del Life-long learning.
* Sistematizzare le maggiori iniziative promosse dalle città Europee, con particolare riguardo a quelle finalizzate all'offerta di opportunità di formazione professionale per le categorie (occupati e disoccupati) che sul mercato del lavoro sono svantaggiate per mancanza o assenza di qualifiche professionali.
* Investigare il potenziale insito nelle città apprendimento dal punto di vista degli organi concepite come luoghi di decisori delle politiche, come pure dei responsabili di enti di istruzione, di esperti sviluppo di altre esperienze di life-long learning Facilitare il quadro di altri programmi o iniziative in seno all'Unione Europea.
* Sviluppare strumenti e metodologie utili a coloro che desiderano avviare nuove politiche o migliorare quelle già esistenti nel campo del life-long learning; accrescere la consapevolezza, attraverso opportune misure di disseminazione sulle problematiche in esame.
BENEFICIARI
* Comunità dei ricercatori.
* Organi preposti alla definizione delle politiche o alla presa delle decisioni inerenti il campo di analisi del progetto, al fine di favorire quelle categorie di rischiano l'esclusione sociale.
PRODOTTI REALIZZATI O IN FASE DI REALIZZAZIONE

Il progetto è partito dalla comune percezione della città come contesto privilegiato per l’apprendimento, la produzione e gli scambi culturali, per svolgere uno studio sul contributo delle politiche locali di lifelong learning alla soluzione di problemi quali l’esclusione sociale e la disoccupazione, con una particolare attenzione alla situazione dei soggetti svantaggiati.

Il primo prodotto realizzato, a tal proposito, è un rapporto finale di ricerca, che riferisce dei risultati dell’indagine condotta su alcune città selezionate. Il rapporto è un testo cartaceo, dal titolo “Lifelong Learning Policies in European Cities and New Employment Opportunities for Disadvantaged People”, che si articola in quattro capitoli. Nell’introduzione sono descritti i motivi che hanno indotto a svolgere la ricerca essenzialmente la convinzione che la mancanza di capacità ed opportunità di apprendimento sia una causa determinante di esclusione sociale e debolezza sul mercato del lavoro, oltreché un handicap nell’acquisizione della cittadinanza europea -, gli obiettivi concordati tra i partner e le principali fasi di lavoro. Due sono stati essenzialmente i livelli di analisi: l’iniziativa o l’insieme di iniziative adottate in materia di lifelong learning nelle città europee ed il contesto politico nell’ambito del quale tali iniziative sono maturate. Si è pertanto proceduto:

1) all’identificazione e caratterizzazione di 20-30 città, rappresentative delle esperienze di apprendimento lungo l’arco della vita in atto a livello europeo;
2) allo svolgimento di case studies su un campione più ristretto e maggiormente significativo di 11 comuni;
3) alla realizzazione di un’analisi comparativa delle iniziative selezionate, con l’obiettivo di trarre delle conclusioni di carattere generale e formulare delle raccomandazioni per i policy makers locali.

Il secondo capitolo è dedicato alla descrizione della prima delle tre fasi appena menzionate. Le esperienze rilevanti sono state esaminate attraverso lo svolgimento di interviste strutturate a 33 rappresentanti di 22 città di 13 diversi paesi, selezionate secondo un criterio semi-random sulla base dei dati disponibili nel database dell’International Association for Educating Cities e delle informazioni in possesso del gruppo di ricerca, a condizione che soddisfacessero il requisito-chiave di un governo locale democraticamente eletto ed in modo da rappresentare comunque diverse possibili strutture demografiche. L’indagine ha rilevato innanzitutto una scarsa familiarità con il concetto di “learning city” e con le sue implicazioni analitiche e politiche; tuttavia, nonostante le inevitabili differenze nei sistemi economici, negli approcci culturali e nel grado di coinvolgimento istituzionale nei progetti educativi e di apprendimento, sono emersi alcuni atteggiamenti ed orientamenti comuni. Sono stati individuati degli utili indicatori, quali: la necessità di identificare un “patrimonio” di valori educativi, come irrinunciabile presupposto per orientare qualsiasi iniziativa concreta; l’utilità di affidare ad organismi civici o municipali un ruolo di organizzazione e mediazione tra le diverse e spesso confliggenti prospettive sulla tematica del lifelong learning; l’esigenza di considerare sempre le specificità politiche, economiche e culturali locali; l’importanza di identificare canali idonei per stabilire priorità e target e di individuare le strutture più adeguate a definire le linee politiche di intervento ed a monitorare la realizzazione delle iniziative.

Il terzo capitolo contiene un report sui case studies realizzati ed i risultati dell’analisi comparativa. Dopo una breve ricognizione dei presupposti teorici del concetto di lifelong learning, si procede ad un esame di dettaglio dei casi prescelti. Delle 11 città selezionate (Auxerre, Barcellona, Berlino, Bologna, Granada, Edimburgo, Espoo; Evora, Sheffield, Steyr e Torino), sono stati innanzitutto esaminati: il contesto socio-economico, le competenze istituzionali nel settore dell’educazione e della formazione continua, le tradizioni esistenti in materia, gli orientamenti prevalenti e le assunzioni formali di impegni in tema di iniziative di lifelong learning. L’attenzione si è poi focalizzata sui processi locali di attivazione ed organizzazione degli interventi, sulla gamma ed ampiezza delle attività realizzate, sulle diverse modalità prescelte per il monitoraggio e soprattutto per la valutazione delle azioni. A conclusione del capitolo, vengono riportate delle tabelle di sintesi dei risultati emersi dal case study.

Il quarto capitolo è dedicato alle conclusioni tratte dal lavoro svolto ed alla formulazione di possibili raccomandazioni per i policy makers locali. Sinteticamente, l’osservazione delle politiche e delle pratiche in atto ha consentito di rilevare che:

- le iniziative di lifelong learning sono più numerose e consolidate in città economicamente vitali o reduci da processi di riconversione industriale e comunque l’idea di learning city risulta più familiare nel Nord Europa;
- l’assunzione di un impegno formale e l’esistenza di uffici competenti non sono di per sé garanzie di un reale coinvolgimento delle istituzioni locali nelle specifiche iniziative; - le attività realizzate hanno riguardato, principalmente, la diffusione di informazioni sulle opportunità di apprendimento esistenti nelle città e l’utilizzazione delle tecnologie informatiche per migliorare l’accessibilità di tali opportunità;
- la partecipazione attiva dei cittadini nella definizione delle linee di intervento è importante, ma spesso difficoltosa da realizzare; un’ampia rappresentatività all’interno dei “Learning City Board” è indubbiamente utile a garantire una maggiore ampiezza nella gamma delle azioni previste, ma può tuttavia rivelarsi un ostacolo all’efficacia realizzativa delle azioni stesse;
- il corretto approccio per affrontare la complessità delle realtà locali è quello “demand-based”, dell’articolazione delle iniziative sulla base delle esigenze specifiche dei target considerati; - più che dalla disponibilità di risorse straordinarie, il successo delle iniziative dipende dalla razionale e coerente utilizzazione delle risorse esistenti;
- gli specifici interventi attuati a livello locale rimangono sostanzialmente isolati, mentre sarebbe auspicabile un maggiore coordinamento intercittadino delle iniziative e delle strategie.

Per quanto riguarda le indicazioni elaborate a beneficio dei policy makers, il rapporto distingue raccomandazioni
relative a:
- orientamento delle politiche cittadine (considerazione della varietà di obiettivi e destinatari dell’azione, attenzione per le specificità locali, coordinamento con altre politiche, conoscenza di modelli ed esperienze di successo);
- definizione delle linee di intervento (approccio bottom-up, adeguata e generalizzata informazione dei cittadini, ampiezza delle opzioni da selezionare);
- realizzazione delle iniziative (adozione di una prospettiva multidimensionale, coordinamento centralizzato, ricorso a molteplici e diverse fonti di finanziamento, creazione di un sito Web per il feedback, pubblicizzazione dei risultati anche parziali ed informazione sulle iniziative attivate, definizione di un modello di collaborazione e concertazione tra tutti i partner istituzionali);
- valutazione delle attività realizzate (individuazione di criteri concordati per la valutazione, identificazione di best practice, confronto con esperienze realizzate in altri contesti).

Il rapporto si conclude con la bibliografia e contiene in allegato le tabelle riassuntive delle 22 interviste realizzate ed i case studies delle 11 città esaminate più nel dettaglio. Il prodotto si rivolge ai policy makers a livello locale ed agli enti di ricerca; è terminato e disponibile, in lingua inglese, presso la struttura contraente.

Il secondo prodotto realizzato nell’ambito del progetto risulta strettamente correlato al primo prodotto e dunque ai risultati emersi dall’indagine svolta sul campo. Si tratta infatti di una guida per la realizzazione di iniziative di lifelong learning, che articola e sviluppa ulteriormente le raccomandazioni formulate a conclusione del rapporto di ricerca. Il documento, dal titolo “Guidelines for Lifelong Learning Policies at City Level”, è strutturato come segue: introduzione; orientamento delle politiche cittadine; definizione delle linee di intervento; realizzazione delle iniziative; valutazione delle attività realizzate. L’ultimo capitolo è dedicato alla descrizione del Forum delle Learning Cities, istituito nell’ambito del progetto con l’intento di dar vita ad un’associazione informale di città che lavorino insieme e preparino il terreno per ulteriori partenariati. Il Forum è un luogo essenzialmente deputato allo scambio di opinioni e di esperienze nonché:

- ad orientare le ricerche verso una migliore comprensione del funzionamento delle attività di lifelong learning a livello locale;
- a preparare una piattaforma per progettare e realizzare iniziative comuni;
- a fornire un supporto per la valutazione degli interventi già realizzati;
- a contribuire alla disseminazione dei risultati nelle città interessate.

Il Forum è composto da enti di ricerca con esperienze consolidate nel settore dell’istruzione e della formazione e da amministrazioni locali particolarmente attive nell’ambito delle iniziative di lifelong learning; ai primi compete la realizzazione di studi e ricerche, alle seconde la validazione dei risultati. Tale partenariato è stato costruito sulla assunzione che solo un’integrazione tra l’attività sistematica di ricerca e la validazione sul campo dei risultati può produrre dei progressi sostanziali nell’ambito della definizione delle politiche di intervento. Il Forum può offrire alle città: il supporto degli enti di ricerca che ne fanno parte; la possibilità di un accreditamento; un luogo per il confronto con altre esperienze ed opportunità; i risultati del progetto; strumenti di comunicazione (principalmente il bollettino PoLLlis) ed occasioni di contatto con amministratori locali. Per entrare a far parte del Forum è necessario preparare un “City Case Study” secondo la struttura definita per gli studi di caso già svolti; per ulteriori informazioni, si può contattare l’organismo contraente.

La guida è un documento cartaceo in lingua inglese, terminato e disponibile presso Scienter. I destinatari sono sempre gli amministratori locali interessati alla realizzazione di attività di lifelong learning.

Per la disseminazione dell’iniziativa sono stati inoltre realizzati dei bollettini periodici, mirati ad informare tutti i soggetti interessati non soltanto sugli sviluppi del progetto, ma anche su aspetti generali concernenti la tematica del lifelong learning. Al medesimo fine, è stata elaborata una pagina Web (htpp://www.imfegranada.es/prog-europa/leonardo/pollis) che descrive obiettivi, partner, ambiti di intervento, metodologia, città prescelte per l’indagine ed appuntamenti importanti.