ANNO DI APPROVAZIONE
1998
TITOLO
A team helps you to reconstruct your social life - THERE’S LIFE
CONTRAENTE
Didacta Onlus
Formazione Informatica e Telematica per Disabili
Via S. Gervasio, 2
40121 Bologna
Tel. ++39-051-261124
Fax ++39-051-236491
E-Mail: didacta@tin.it

SETTORE
I
MISURA
1.1.E/314
DURATA
2 anni
PERSONA DA CONTATTARE
Giuseppe Pellegrino

PARTENARIATO
LE RESEAU ASBL (Belgio) - ASL BOLOGNA (Italia) - AMITIE’ S.R.L. (Italia) - CISL (Italia) - AIAS (Italia) - REGIONE EMILIA ROMAGNA ASSESSORATO FORMAZIONE PROFESSIONALE (Italia) - FURUBODA (Svezia)-

SETTORE INTERVENTO
Medico-sanitario

IMPATTO PREVISTO
Dialogo sociale

PAROLE CHIAVE
Lotta all’esclusione e Drop-out / Sviluppo nuove competenze

OBIETTIVI
• Creazione di un nuovo modello di formazione professionale rivolto alle nuove fasce di utenza con disabilità acquisita, attraverso la ricerca di nuove modalità di azione congiunta tra ospedale, servizi socio-sanitari e centri che erogano formazione professionale per disabili.
• Creazione e sperimentazione di appositi strumenti flessibili e semiautonomi con tutoring periodico, rivolti prevalentemente a traumatizzati cefalici.
• Sviluppare di attività di sensibilizzazione a livello regionale, nazionale e transnazionale.


BENEFICIARI
• Persone con disabilità acquisita da trauma cranico cefalico a forte rischio di espulsione dal mercato del lavoro.
• Formatori dei centri di formazione specializzati nell’erogazione di progetti a favore di persone disabili.
• Operatori dei servizi socio-sanitari territoriali preposti agli interventi in materia di integrazione sociale e lavorativa rivolti alle persone disabili.
• Personale competente distaccato presso gli assessorati della formazione professionale, preposto allo sviluppo e al monitoraggio delle nuove politiche di formazione professionale rivolte a favore dei disabili.

PRODOTTI REALIZZATI O IN FASE DI REALIZZAZIONE
Obiettivo principale del progetto era favorire pari opportunità d’accesso alla formazione di persone disabili con esiti da trauma cranico-encefalico, tramite la creazione di un nuovo modello di formazione professionale rivolto all’utenza che ha riportato una disabilità.
Il modello formativo realizzato consente una considerevole riduzione dei tempi e di efficacia d’intervento per la riabilitazione e il reinserimento socio-lavorativo di persone con problemi.
Il prodotto finale del progetto è costituito da un modulo formativo, su supporto cartaceo, in lingua italiana, intitolato “Modello di formazione professionale rivolto a fasce d’utenza con esiti da trauma cranico-encefalico, sviluppato attraverso la sperimentazione operata congiuntamente da ospedali, strutture di servizio socio-sanitario e centri che erogano formazione professionale per disabili” e da una “Comparazione fra il modello sviluppato dal partenariato italiano e le esperienze del partenariato svedese”, in lingua inglese.
Ad un’approfondita analisi del fabbisogno e allo studio del trauma cranico-encefalico e le compromissioni psico-fisiche che fanno seguito a questo tipo di lesione, vengono messi in luce i differenti ruoli che le strutture devono saper ricoprire per poter intervenire nel più breve tempo possibile.
Le competenze che il personale che opera in questo delicato settore deve possedere sono molteplici, anche le strutture che ospitano gli infortunati, del resto, devono possedere una serie di strumenti tali da favorire, oltre al recupero fisico della persona anche il suo reinserimento nella vita sociale e lavorativa, anche tramite l’ausilio delle nuove tecnologie.
L’impiego di personale altamente specializzato e con conoscenze variegate e diversificate sullo stesso argomento, da una parte apre nuove opportunità lavorative e professionali, mentre dall’altra ha l’importante compito di reintegrare più precocemente i soggetti cha hanno riportato questa patologia.
Il modello formativo realizzato consente di acquisire competenze specifiche rispetto ai bisogni formativi dei soggetti con esiti da trauma cranico-encefalico attraverso un approccio integrato tra le diverse materie e argomenti che compongono il modello stesso.

Nella “Comparazione tra il modello italiano e le esperienze del partenariato svedese” vengono messi in evidenza i punti di contatto e le divergenze tra l’esperienza italiana e l’esperienza svedese al fine di migliorare l’una e l’altra prendendo gli aspetti positivi di entrambe.

Entrambi i testi sono disponibili presso l’ente contraente