ANNO DI APPROVAZIONE
1995
TITOLO
Cooperation at the local level among
economic institutional and training
bodies to pinpoint and anticipate
training and qualification
CONTRAENTE
CENSIS
P.zza di Novella, 2
00199 Roma
Tel. 06/860911
Fax 06/86211367
SETTORE
III
MISURA
2.A/125
DURATA
2 anni
PERSONA DA CONTATTARE
Sergio Vistarini
PARTENARIATO (nazionale/transnazionale)
GRETA LEMAN (Francia) - TORSTEN K. BORK & PARTNER (Germania)
SETTORE INTERVENTO
Formativo
IMPATTO PREVISTO
Regionale
PAROLE CHIAVE
Integrazione sistemi
OBIETTIVI
*Valutare gli out-put delle attività di cooperazione in termini di azioni formative flessibili, metodologicamente coerenti con i bisogni formativi identificati.
*Determinare un metodo di analisi dei bisogni formativi a livello locale.
BENEFICIARI
*Attori politici a livello sociale.
PRODOTTI REALIZZATI O IN FASE DI REALIZZAZIONE

Il prodotto finale del progetto è costituito da un rapporto di ricerca, che raccoglie le indagini svolte da ciascun partner nell'ambito del proprio sistema nazionale sul tema della cooperazione tra attori locali (organismi istituzionali, economici e sociali ed enti di formazione), quale strumento per l'individuazione e l'anticipazione dei fabbisogni di formazione e di qualificazione professionale.

Analizzando le diverse esperienze già realizzate nell'ambito dei sistemi nazionali presi in considerazione e procedendo all'individuazione delle migliori prassi instaurate ed alla verifica della trasferibilità delle stesse, la ricerca ha l'obiettivo di proporre modelli metodologici per l'analisi dei fabbisogni formativi e procedure per la conclusione di accordi di partenariato, applicabili in quei contesti locali dove vi è necessità di rafforzare e sostenere la cooperazione tra diversi settori.

Il rapporto si articola in tre parti, ciascuna delle quali è dedicata all'esame di una singola realtà nazionale (Italia, Francia, Germania). Per quanto riguarda la situazione italiana, l'indagine si concentra sul modello della Regione Emilia Romagna, che si caratterizza per un forte coinvolgimento delle istituzioni nella gestione del sistema della formazione professionale e per una rigorosa divisione dei compiti e delle responsabilità tra autorità regionali e provinciali. Il coordinamento tra i soggetti istituzionali e le parti economiche e sociali (e dunque gli enti di formazione che ne costituiscono emanazione) è ormai pratica consolidata ed ha le sue sedi nel Comitato regionale di coordinamento per il mercato del lavoro e la formazione e nei tavoli provinciali. Questo sistema consente una programmazione concertata ed aderente alle necessità del territorio.

Tra le iniziative regionali per promuovere la cooperazione nell'identificazione e nell'anticipazione dei fabbisogni formativi, il rapporto segnala poi l'accordo di protocollo con il Ministero della Pubblica Istruzione (mirato a sperimentare un sistema di gestione coordinata ed integrata delle politiche per l'istruzione e la formazione) ed il progetto Adapt "J.100 Regiones" (finalizzato a promuovere l'istituzione di una rete di centri di formazione specializzati ed all'avanguardia). La parte dedicata all'Italia si conclude con un'analisi dei fabbisogni formativi in Emilia Romagna e con una sintesi dei risultati emersi da una serie di interviste con testimoni privilegiati.

Per quanto riguarda il sistema francese, il rapporto descrive la struttura e le attribuzioni di una serie di organismi, nazionali e regionali, direttamente operanti o in qualche modo coinvolti nel settore della formazione professionale. A livello statale opera l'A.N.P.E.(Agence Nationale pour l'Emploi), che costituisce un tramite tra la domanda e l'offerta di lavoro, ma partecipa anche alla definizione dei programmi regionali di formazione. A livello locale, l'indagine si concentra sugli organismi operanti e sulle esperienze realizzate nell'Alta Savoia: ad esempio, nell'area al confine con la Svizzera opera il M.E.D., società a capitale misto, che offre servizi alle imprese (sostegno all'avvio di attività autonome, elaborazione di progetti di formazione, organizzazione di scambi tra scuole ed aziende) ed agli enti pubblici (analisi dei fabbisogni locali, project management) e partecipa all'elaborazione di strategie per il miglioramento del sistema formativo; analogamente, la Camera di Commercio dell'Alta Savoia offre un servizio di informazione, orientamento, consulenza, supporto all'organizzazione di attività formative, rappresentanza, sostegno all'avvio di imprese; infine, il Consiglio regionale delle Rhône-Alpes svolge, in cooperazione con partner locali, la funzione di incentivare e realizzare politiche formative.

Nel sistema tedesco, due sono essenzialmente gli organismi deputati ad agevolare lo sviluppo concertato della formazione professionale: il Ministero del lavoro e degli affari sociali (M.A.S.G.F.) e le agenzie regionali per la struttura tecnica ed il lavoro (L.A.S.A.e.V.). Come per la parte dedicata all'Italia, il rapporto esamina innanzitutto il ruolo delle regioni (Lander), delle imprese e degli enti di formazione nella gestione del sistema formativo, per poi concentrarsi sulla realtà specifica del land del Brandeburgo e sulle iniziative locali di cooperazione ed anticipazione dei fabbisogni di formazione. Tra gli esperimenti realizzati con successo in questa regione, il rapporto segnala, ad esempio: l'istituzione, con fondi provinciali, dei consulenti di formazione, ovvero di figure competenti a fornire, su richiesta degli organi esecutivi locali, raccomandazioni sugli standard qualitativi e quantitativi delle attività formative; oppure il gruppo di progetto "Tetra" (Technology-transfer), che riunisce esponenti delle istituzioni, degli enti di ricerca e delle imprese con l'obiettivo di incentivare la cooperazione locale per il trasferimento di tecnologie innovative dagli organismi scientifici alle piccole e medie imprese. Vi è poi il progetto di creare una rete di imprese ed enti di formazione che operino sinergicamente con il supporto delle autorità regionali. In conclusione, il rapporto registra una tendenza all'aumento della cooperazione tra istituzioni, imprese ed enti di formazione in tutte e tre le regioni prese in considerazione, pur nella specificità delle singole situazioni locali. Dalle esperienze esaminate, è possibile trarre alcune indicazioni per migliorare il processo di cooperazione: l'Emilia Romagna offre un significativo esempio di convergenza tra pianificazione regionale e provinciale e domanda locale, nonché di associazione tra enti formativi e mondo dell'industria; l'Alta Savoia fornisce un'utile esperienza di cooperazione finalizzata a soddisfare, da un lato, i fabbisogni formativi generali e, dall'altro, le specifiche esigenze corporative; il caso tedesco conferma invece l'importanza del coinvolgimento del mondo produttivo nella formazione professionale e nei processi decisionali relativi all'identificazione di nuovi profili.

Il rapporto, nella sua versione definitiva, è un testo cartaceo in lingua inglese (con allegato un "Compte rendu d'activités" in francese), destinato a responsabili/decisori delle politiche di formazione professionale e pianificatori a livello regionale. Il prodotto è stato distribuito gratuitamente agli attori chiave locali ed è comunque disponibile per consultazione presso l'organismo contraente.