ANNO DI APPROVAZIONE
1996
TITOLO
New competencies for the
sustainable tourism in the
natural protected areas
CONTRAENTE
Associazione italiana per il WWF
Via Garigliano, 57
00198 Roma
Tel. 06/844971
Fax 06/8554410
SETTORE
III
MISURA
2.A/119
DURATA
1 anno
PERSONA DA CONTATTARE
Alessandro Bardi
PARTENARIATO (nazionale/transnazionale)
CRANFIELD UNIVERSITY (Regno Unito) - EURES (Germania) - UNCPIE (Francia)
SETTORE INTERVENTO
Ambiente/Turismo
IMPATTO PREVISTO
Europeo/Settoriale
PAROLE CHIAVE
Qualifiche professionali/
Competenze professionali
OBIETTIVI
* Analizzare i flussi turistici nelle aree protette italiane e straniere, con attenzione alla gestione degli impatti sociale e ambientale.
* Individuare i problemi della gestione turistica delle aree protette con attenzione alla mancanza professionale nello staff: analisi dei rapporti aree protette-comunità locali, integrazione tra impiego giovanile e valorizzazione culturali e ambientali.
* Analizzare le attuali aree di connessione tra l’area protetta come istituzione regolatrice di risorse e le strutture economiche (soprattutto micro-imprese) dei sistemi sociali locali nella prospettiva di un loro ampliamento (quantitativo e qualitativo: integrazione, funzionalità, fluidificazione, etc.).
* Conoscere le attuali forme di integrazione tra lavoro giovanile e valorizzazione delle risorse ambientali e culturali dei parchi, soprattutto nell’ottica della rilevazione delle competenze professionali attualmente impiegate e di quelle invece realmente necessarie nei processi di sviluppo del turismo sostenibile.
BENEFICIARI
* Amministratori delle aree parco.
* Amministrazioni pubbliche.
* Comunità locali.
* Giovani disoccupati.
* Associazioni ambientaliste e di categoria.
PRODOTTI REALIZZATI O IN FASE DI REALIZZAZIONE

L'indagine è stata realizzata attraverso uno studio teorico-empirico avente per oggetto le New competencies for the sustainable tourism in the natural protected areas. Si tratta di un lavoro di ricerca immediatamente inserito nel quadro generale delle politiche pubbliche e quindi nell'ambito di una finalizzazione pratico empirica dei risultati di ricerca. L'indagine si connota, quindi, come ricerca applicata. Infatti, dal punto di vista dell'impianto disciplinare si tratta di un lavoro di sociologia applicata, un campo della scienza della società che, attraverso l'utilizzazione di teorie, concetti ed ipotesi, produce una conoscenza pragmaticamente finalizzata alla decisione pratica ed alla soluzione dei social problem che storicamente vengono individuati dai diversi attori collettivi pubblici e privati.

I risultati dello studio sono stati raccolti in un Rapporto di ricerca realizzato con la partecipazione di tutti i partner del progetto.

Il Rapporto è suddiviso in due parti. La prima dal titolo "Il quadro teorico e la metodologia" si compone di quattro capitoli; la seconda intitolata "I risultati della ricerca e la proposta formativa" si suddivide sempre in quattro capitoli. Infine è presente una bibliografia e un'appendice. Riportiamo di seguito i titoli dei capitoli con una breve sintesi dei contenuti.

1. Dal progetto alla ricerca - in questo capitolo sono riportate le ragioni dell'indagine e gli obiettivi dichiarati.

2. Il quadro teorico di riferimento - in questa parte sono esplicitati gli assunti teorici che sottostanno all'indagine. Il paradigma teorico di riferimento è il New Ecological Paradigm a cui fa riferimento il concetto di carrying capacity. Tuttavia al fine di temperare il positivismo e l'oggettivismo di questo quadro teorico si è fatto riferimento ad un approccio socio-costruzionista. Questa versione integrata dei due approcci è stata giustificata dal fatto che il problema conoscitivo dell'indagine necessita, per il gruppo di ricerca, tanto di una dimensione oggettiva e macro-sociologica quanto di una dimensione centrata sull'attore sociale, il quale definisce la situazione sociale nel quale è coinvolto e progetta consapevolmente i propri corsi di azione relazionale.

3. Metodologie e tecniche dell'indagine - il capitolo ripercorre le fasi operative della ricerca. In un primo momento è stata realizzata un'analisi di sfondo. Tale operazione ha richiesto uno sforzo congiunto e coordinato da parte delle quattro équipe nazionali di ricerca nella raccolta di letteratura scientifica e di documentazione. Inoltre sono state effettuate quaranta interviste non strutturate con esperti europei sulle strategie per formare il personale e gli operatori economici, lo sviluppo locale, gli ambiti istituzionali e normativi della politica dei parchi. In un secondo momento si è proceduto alla elaborazione e alla somministrazione di un questionario semi strutturato ad un panel di testimoni privilegiati. La determinazione dell'universo di riferimento si è snodata lungo due assi fondamentali: le aree protette ed il panel di testimoni privilegiati all'interno di queste ultime. Sono state individuate otto zone naturalistiche di tutti i paesi partner, all'interno delle quali sono state realizzate un totale di 168 interviste a soggetti con le seguenti caratteristiche: personale dei parchi, fruitori abituali del parco, leader locali.

4. Le arre di indagine - questa sezione comprende una breve descrizione delle zone naturalistiche prescelte per l'indagine, che di seguito elenchiamo:
- il Parco Nazionale d'Abruzzo (Italia);
- il Parco Nazionale del Sirente - Velino (Italia);
- il Parco Nazionale della Vanoise (Francia);
- il Parco Naturale Regionale del Vercors (Francia);
- il Peak District National Park (Gran Bretagna);
- il Berchtesgaden National Park (Germania);
- il Jasmund National Park (Germania).

5. I risultati della ricerca - in questo capitolo sono riportati i risultati ottenuti dalle diverse fasi della ricerca. Il ricorso alle interviste con i quaranta esperti europei ha consentito di tracciare un quadro preliminare delle tematiche oggetto di indagine. In particolare, le valutazioni espresse da questi testimoni qualificati hanno riguardato vari aspetti collegati con il turismo nei parchi e con le professionalità necessarie per uno sviluppo sostenibile di tale attività su scala locale. Successivamente sono riportati i risultati dell'analisi comparativa delle principali tendenze empiriche rilevate tra i visitatori abituali, i leader locali (imprenditori ed amministratori) ed il personale dei parchi in Francia, Germania, Gran Bretagna ed Italia; risultati che costituiscono un elemento centrale dell'impianto metodologico dell'indagine. Dalle interviste, inoltre, sono emerse una serie di figure professionali ritenute cruciali per lo sviluppo futuro dei parchi. Delle cinque figure professionali che hanno riscosso un grado di significatività sociale più elevato tra gli intervistati si è proceduto ad un analisi più dettagliata del profilo professionale. Si elencano di seguito le figure professionali:
- direttore del parco:
- naturalista;
- organizzatore dei centri visita;
- ranger;
- responsabile di educazione ambientale.

Infine, è riportato un data base che è il frutto del lavoro di archiviazione delle 677 designazioni che i 168 testimoni europei hanno globalmente espresso nei confronti delle figure professionali da loro ritenute più importanti per il futuro dei parchi.

6. Il bilancio delle competenze: uno studio per la progettazione formativa - l'impiego del dispositivo bilancio delle competenze è stato finalizzato all'analisi dei bisogni formativi, coerentemente con il progetto generale. Nasce dall'opportunità di introdurre uno strumento di rilevazione di tipo qualitativo, in grado, cioè, di consentire una messa a fuoco più individualizzata delle arre di conoscenze e competenze che presumibilmente costituiscono lo standard attuale di patrimonio posseduto dai soggetti che operano nell'ambito professionale oggetto di indagine. Per quanto riguarda l'osservazione, sono stati privilegiati i metodi qualitativi: approccio biografico; intervista in profondità; questionari a risposte aperte. Lo strumento ha reso possibile configurare un quadro che comprende da una parte una ipotesi di mappa delle competenze e conoscenze attuali, dall'altra ha permesso di delineare i presupposti per l'individuazione dei bisogni formativi intesi come premessa ad uno sviluppo verso le nuove professioni da impiegare nelle aree verdi. Nel corso dei bilanci, sono state delineate in maniera esplicita diverse esigenze di professionalità, considerate critiche in tema di ecoturismo e di sviluppo compatibile. Sono riportate di seguito le più importanti:
- agente di sviluppo locale;
- guida naturalistica;
- progettista multimediale di interpretazione dell'ambiente;
- responsabile di educazione ambientale;
- operatore dello sportello informativo;
- addetto alla pianificazione dell'offerta turistica;
- addetto al monitoraggio;
- direttore/manager del parco;
- guardia del parco.

7. La proposta formativa - in quest'ultima parte del rapporto sono presentati dei modelli di formazione con annesse figure professionali. Sono riportati di seguito i titoli dei modelli di formazione con le figure professionali relative.
- Formazione in simulata, questa metodologia è particolarmente efficace rispetto all'individuazione dell'apprendimento e all'aumento dei livelli di motivazione, ma anche rispetto all'acquisizione di competenze di tipo tecnico operativo e relazionale. Le figure individuate sono: organizzatore dei centri visita; addetto al marketing del Parco; responsabile dell'educazione ambientale.
- Formazione in laboratori protetti, con riferimento a figure più propriamente tecniche è stata ipotizzata l'introduzione di momenti formativi in laboratorio protetto. In questo caso lo stesso parco o l'area protetta possono essere utilizzati a fini didattici, sia nella formazione iniziale che in quella di aggiornamento. Le figure interessate sono: gestore degli impianti turistici; gestore del traffico e dei trasporti, agronomo, naturalista/biologo/ecologo; progettista ambientale, architetto/urbanista/ingegnere ambientale/geologo.
- Formazione in situ, questa modalità è centrata sull'analisi e sulla sperimentazione diretta del singolo contesto in cui si esplicitano i ruoli professionali considerati con una forte connotazione di operatività. Le figure individuate sono: agente dello sviluppo locale; direttore/manager del parco.
I modelli formativi e le metodologie proposte rimangono ad un livello di approfondimento non molto elevato, in quanto nei vari Paesi coinvolti dalla ricerca le normative circa le caratteristiche di accesso alle diverse professioni non sempre sono assimilabili e l'analisi stessa delle figure professionali rileva un quadro molto articolato da paese a paese.

8. Conclusioni per cominciare - in quest'ultima sezione sono presentate alcuni spunti teorici per ulteriori approfondimenti sulle tematiche trattate.

Il Rapporto di ricerca, redatto in lingua italiana e inglese, è destinato agli amministratori delle aree parco e ai responsabili regionali delle politiche di formazione professionale ,ed è disponibile su un documento cartaceo presso la sede dell'organismo contraente