green & white jobs
Obiettivo dell’approfondimento tematico è di fornire una lettura trasversale dei progetti finanziati nell’ambito del Programma settoriale Leonardo da Vinci volti a perseguire in maniera esplicita e focalizzata le strategie europee e nazionali di rilancio dell’economia sui nuovi ambiti di sviluppo. La
green e la white economy sono considerati come settori ad ampia potenzialità di sviluppo occupazionale, soprattutto alla luce dei soddisfacenti risultati ottenuti negli anni caratterizzati dal periodo di grave crisi economica.
L’approfondimento ricostruisce, distintamente per le due tipologie di lavoro (
Green & White Jobs) l’inquadramento politico ed economico del fenomeno e, nell’ambito dei Progetti Multilaterali di Trasferimento di Innovazione (TOI) del programma Leonardo da Vinci focalizzati sulle tematiche in oggetto, le caratteristiche, le priorità, le scelte e gli strumenti di attuazione degli interventi proposti dagli attori (istituzionali e non) che si sono fatti promotori di iniziative innovative in questi campi.
L’emergere della tematica dei
green e dei white jobs non nasce dalla risposta a specifiche priorità europee o nazionali definite dalle call dei progetti e questo evidenzia ancora più fortemente un’esigenza concreta di dare risposte utili e tempestive a fabbisogni formativi e professionali in settori nuovi o che subiscono internamente processi di profonda trasformazione. D’altro canto se è vero che tra le priorità generali definite dal Programma si privilegiano le azioni volte
a promuovere la cooperazione interdisciplinare tra istruzione, formazione e mondo del lavoro, quale migliore occasione per sperimentare in laboratori innovativi come quelli offerti dal programma LdV soluzioni metodologiche, organizzative e professionali atte a rispondere al bisogno di adeguare l’offerta formativa alle esigenze in continua evoluzione del mercato del lavoro?
Ecco allora che attraverso la presentazione di tali “laboratori”, che capitalizzano esperienze pluriennali di enti pubblici e privati su queste tematiche, si possono tracciare i percorsi su cui ricostruire la mappa delle azioni da intraprendere per rispondere a questi nuovi bisogni. Percorsi che riguardano la scelta di partnership strategiche non solo per l’attuazione degli interventi ma anche per fornire sostenibilità e replicabilità dei risultati raggiunti (ad esempio attraverso il coinvolgimento delle amministrazioni regionali o provinciali, per trasformare l’eccezionalità dei metodi di validazione delle competenze sperimentati nei TOI alla quotidianità dell’erogazione formativa). Percorsi che riguardano la scelta dei metodi che mutuano l’eccellenza delle soluzioni trovate a livello internazionale e nazionale (come ad esempio l’adozione del metodo di Le Boterf). Percorsi che attengono alla individuazione di metodi di formazione innovativi, (accattivanti come ad esempio l’uso del linguaggio cinematografico), anche per avvicinare quelle tipologie di utenza meno abituate ad interventi formativi prolungati (come ad esempio le donne immigrate che lavorano come assistenti familiari). Percorsi infine che aiutano a definire un dialogo territoriale tra enti pubblici e privati per la costruzione di piani di sviluppo locali centrati sulla tutela dell’ambiente e sull’utilizzo delle energie alternative.