Questo sito è un archivio e non è più aggiornato dal 2014. E’ uno spazio digitale permanente per l'accesso a tutta la documentazione del Programma di apprendimento permanente – Programma settoriale Leonardo da Vinci 2007 – 2013, finalizzato alla valorizzazione dei risultati e del patrimonio informativo, alla trasparenza e accountability delle performance raggiunte con il Programma. Dal 2014 alcune delle attività previste dal Programma Leonardo sono finanziabili attraverso il Programma Erasmus + 2014- 2020. Per informazioni consultare: www.erasmusplus.it

Il Sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale – ECVET è stato istituito con la Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2009 (2009/C 155/02).

ECVET è un quadro di riferimento metodologico finalizzato ad agevolare il trasferimento dei crediti per i risultati dell’apprendimento da un sistema di qualificazioni ad un altro o da un percorso di apprendimento ad un altro (ad esempio: trasferimento, tra l’ente di formazione di invio e l’ente ospitante, dei crediti acquisiti da un individuo in un percorso di apprendimento formale che preveda un segmento in mobilità; trasferimento e valorizzazione dei risultati dell’apprendimento acquisiti da un individuo attraverso l’esperienza professionale – non formale – verso il sistema formale che deve rilasciare una qualificazione).

Il quadro include principi e specifiche tecniche, ovvero: un approccio basato su unità di risultati dell’apprendimento (ciascuna unità dovrebbe essere costruita in termini di conoscenze, abilità e competenze e contenere alcuni elementi descrittivi minimi); la costituzione di partenariati e reti tra le autorità competenti per il rilascio delle qualificazioni o il riconoscimento di parte dei percorsi di apprendimento e la formalizzazione tra di essi di memorandum d’intesa; la stipula di un learning agreement tra le diverse autorità coinvolte ed il discente; la previsione di un sistema di punteggi (con relativi criteri di massima per l’assegnazione) associati a ciascuna unità ed alla qualificazione nel suo complesso.    

Agli Stati membri dell’Unione europea si raccomanda di:

  • promuovere l’ECVET, in riferimento alle qualifiche dell’istruzione e della formazione professionale (IFP) al fine di favorire la mobilità transazionale ed il riconoscimento dei risultati dell’apprendimento;
  • creare le condizioni necessarie ed adottare misure che ne consentano una graduale applicazione alle qualifiche dell’IFP, conformemente alle legislazione ed alle prassi nazionali ed alla luce di sperimentazioni e prove;
  • promuovere lo sviluppo di reti e partenariati nazionali ed europei, per sperimentare, applicare e promuovere il sistema ECVET ed a cui partecipino autorità ed istituzioni competenti in materia di qualifiche e diplomi, i soggetti erogatori di IFP, le parti sociali e le altre parti in causa;
  • garantire alle singole parti l’accesso alle informazioni e alle istruzioni per l’uso del sistema ECVET, assicurare che l’applicazione di tale sistema sia pubblicizzata dalle autorità competenti e che gli associati documenti Europass contengano esplicite informazioni in merito;
  • applicare, conformemente alla legislazione ed alle prassi nazionali, i principi comuni di assicurazione della qualità nell’IFP (definiti nelle conclusioni del Consiglio del 28/05/2004), in particolare con riferimento alla valutazione, alla convalida ed al riconoscimento dei risultati dell’apprendimento;
  • assicurarsi dell’esistenza di meccanismi di monitoraggio e di coordinamento, conformemente alla legislazione, alle strutture e alle prescrizioni di ciascuno Stato membro, per garantire la qualità, la trasparenza e la coerenza delle iniziative adottate per applicare ECVET.

La Commissione europea è impegnata a:

  • sostenere gli Stati membri nell’espletamento dei compiti di cui sopra e nell’utilizzo dei principi e delle specifiche tecniche del sistema ECVET;
  • sviluppare, in collaborazione con gli Stati membri e con esperti ed utenti nazionali ed europei, un manuale e strumenti d’uso ed adeguare i pertinenti documenti Europass; sviluppare know how per il miglioramento della compatibilità e complementarità tra il sistema ECVET e l’ECTS e fornire regolarmente informazioni sugli sviluppi del sistema ECVET;
  • promuovere, partecipandovi con gli Stati membri, una rete ECVET europea (= ECVET Network), comprendente le parti in causa nel settore dell’IFP e le istituzioni nazionali competenti al fine di diffondere e sostenere ECVET negli Stati membri e costituire una piattaforma sostenibile per lo scambio di informazioni ed esperienze;
  • istituire, nell’ambito di tale rete, un gruppo di utenti del sistema ECVET (= ECVET Users Group), per contribuire ad aggiornare il manuale ed a migliorare la qualità e la coerenza globale del processo di cooperazione per l’applicazione di ECVET;
  • seguire e verificare le iniziative adottate e, previa valutazione delle stesse in collaborazione con gli Stati membri, riferirne al Parlamento europeo ed al Consiglio.

L’attuazione di ECVET consente il coinvolgimento di più piani ed attori: da un lato il dispositivo presuppone e rimanda a processi top down (la progressiva conversione delle qualificazioni ad approcci output-based, l’organizzazione dei learning outcome in unità di apprendimento, ecc.), dall’altro la sua applicazione si sta sviluppando anche in una logica bottom up, nell’ambito di reti partenariali tra operatori dei sistemi educativi e formativi, autorità competenti al rilascio di qualificazioni  e stakeholder di riferimento sul terreno.

È chiaro che i due percorsi attuativi di ECVET (quello istituzionale e quello operativo sul campo) devono necessariamente incontrarsi e raccordarsi, ma è comunque possibile ed anzi auspicabile che, nella prima fase di implementazione del dispositivo, si avviino e si moltiplichino le sperimentazioni attuative richieste dalla stessa Raccomandazione istitutiva, anche laddove i quadri di riferimento nazionali non siano stati ancora completati.

Tali sperimentazioni possono articolarsi essenzialmente su due piste di intervento:

  • da un lato lo sviluppo di un lavoro concettuale e metodologico che consenta di calare le specifiche tecniche di ECVET nella realtà di singole qualificazioni esistenti nei sistemi dei Paesi membri;
  • dall’altro la concreta applicazione dei meccanismi di trasferimento ed accumulazione dei learning outcome previsti da ECVET a percorsi di apprendimento “misti”, ovvero che prevedano contesti diversi di acquisizione delle competenze (ad esempio: parte a scuola/in formazione e parte in impresa; oppure: parte in un paese e parte in un altro) e dunque necessità di riconoscimento di risultati attribuiti da soggetti diversi da quelli istituzionalmente competenti nel sistema di origine del discente.

Rispetto al primo ambito, si tratta in particolare di disegnare unità di risultati di apprendimento riferibili a specifiche qualificazioni settoriali o trasversali a più titoli/profili esistenti, secondo le componenti elencate e le indicazioni fornite dall’Allegato II alla Raccomandazione ECVET (cfr. Figg. 1 e 2), di studiarne e descriverne le diverse modalità di acquisizione (formali, non formali) e le possibili procedure / standard di valutazione (ad esempio, ispirate alla logica del test o del trust, basate su evidenze documentali, su esami ulteriori o su colloqui, ecc.,), di identificare o definire meccanismi e strumenti per validare, riconoscere e registrare learning outcome che l’individuo ha acquisito altrove, il tutto attraverso la costituzione di reti di cooperazione, la formalizzazione di accordi tra gli organismi coinvolti (memoranda of understanding) e la definizione di patti di apprendimento (learning agreement) con i discenti.
Occorre in buona sostanza dare contenuti concreti a specifici requisiti tecnici, sinora disegnati sulla carta, e verificarne al contempo funzionalità ed efficacia, oltre che costi e benefici connessi. 


Fig. 1 – Le componenti tecniche di ECVET

 

Fig. 2 – Le caratteristiche di un’unità di apprendimento ECVET 



Rispetto alla seconda pista di lavoro, si tratta invece di utilizzare direttamente la metodologia ECVET, possibilmente già adattata al contesto specifico di riferimento degli operatori che intendono avvalersene (sulla base di un lavoro concettuale di cui al primo ambito), per riconoscere formalmente learning outcome acquisiti in una diversa realtà geografica (essenzialmente in un altro Paese membro dell’Unione europea) oppure in un diverso contesto di apprendimento (leggasi: sul luogo di lavoro). In altri termini, applicare ECVET o per il trasferimento (mobilità territoriale) o per la progressiva accumulazione lungo tutto l’arco della vita (ritorno in formazione dopo un’esperienza lavorativa) di risultati dell’apprendimento comunque maturati.

Per ulteriori informazioni su ECVET, consultare il documento “Get to know ECVET better – Questions and answers

Per approfondimenti sull’utilizzo di ECVET nella mobilità transnazionale, consultare la Guida “Using ECVET for transnational mobility

Per approfondimenti sull’utilizzo di ECVET a supporto dell’apprendimento permanente, consultare la Guida “Using ECVET to support lifelong learning