Il Progetto dovrà mostrare la sua capacità di migliorare contenuti, metodologie, prassi e strumenti esistenti nella formazione: l'innovazione non consiste nella trasposizione su supporto informatico dell'esistente (curricula o materiale didattico).

Esso dovrà essere il risultato di una attività trasnazionale: tradurre non è sufficiente, occorre riflettere ed agire coerentemente affinchè tali risultati impattino con i sistemi e dimostrino la capacità e la potenzialità di un loro miglioramento.

Il progetto deve coagulare l'interesse di più tipologie di operatori: i livelli di coinvolgimento saranno certamente diversi, ma una iniziativa che passa inosservata, o addirittura volutamente scollegata dal suo "territorio" (in senso regionale, settoriale ed istituzionale) difficilmente avrà la possibilità di essere determinante nel processo di raggiungimento degli obiettivi del Programma LEONARDO da VINCI. Una proposta che non esprima chiaramente da una parte chi fa cosa, quando, dove, e dall'altra, per quanti soldi, chi paga cosa, come e chi, non satura il bisogno di estrema trasparenza nei processi di gestione dei finanziamenti e dei contributi pubblici.

Questo è uno dei punti qualificati di una candidatura su LEONARDO da VINCI, la presenza all'interno di un partenariato multiattori di PMI, con elevati livelli di coinvolgimento ed inoltre:
* il rispetto del principio di pari opportunità;
* la partecipazione attiva delle parti sociali nel processo di gestione dell'iniziativa, compreso quello dell'utilizzo dei suoi risultati e prodotti;
* la coerenza e la compatibilità del Progetto con le linee di programmazione dello sviluppo locale e settoriale;
* sinergie evidenti e giustificate tra progetti Pilota e progetti di Scambi e Collocamenti.