ABSTRACT


Presentazione

Punto come bilancio degli attuali lsu: molti gli elementi da valorizzare tanto più se contestualizziamo l'esperienza. Settantamila lavoratori e lavoratrici cui è stata offerta un'opportunità di reddito e insieme di lavoro, occasione di rimotivazione e di riorientamento al lavoro stesso. Non solo ma nella progettazione è stata anche positiva la messa in circolo e la sinergia di competenze ed esigenze in un confronto spesso proficuo tra sindacati ed enti locali a livello dei territori. Gravi comunque le contraddizioni presenti nella normativa (diritti, retribuzioni, qualifiche, formazione), che hanno reso impossibile da un punto di vista formale e pratico coinvolgere altri soggetti, qualità dei progetti di fronte l'urgenza di avviarli.

E' prevalsa cioè una logica emergenziale di utilizzo dei lsu come garanzia di reddito per i lavoratori. Ciò malgrado si delineano possibilità di sviluppo interessante, anche se è urgente intervenire sull'attuale esperienza per correggere le distorsioni negative per lavoratori e lavoratrici già impegnati nei LSU.

A capo: per rilanciare i lsu in una proposta di discontinuità almeno su tre terreni: a) qualità dei progetti con particolare attenzione al rapporto tra pubblico, privato e privato sociale;

b) allargamento dei soggetti da coinvolgere, in primo luogo i.giovani in cerca di prima occupazione e quindi nell'ipotesi di una nuova relazione con la formazione;

c) miglioramento dei diritti e delle condizioni di lavoro superando il mostro legislativo del non-lavoro.

Le soluzioni così prospettate determinano caratteristiche diverse dei lsu che da puro ammortizzatore sociale diventerebbero lavori in risposta a richieste di reimpiego e di nuova occupazione, fortemente incardinate nel territorio perché rispondenti a esigenze di qualità della vita e di risanamento ambientale (in senso lato).

La giornata di lavoro seminariale del 6 maggio ha dato ragione a questo doppio assunto: gli interventi, se hanno sviluppato e integrato gli elementi di bilancio presentato da Carmelo Perrone, hanno condiviso l'impostazione della proposta presentata da Francesca Re David e arricchita dalle comunicazioni di Paola Agnello, Claudio Falasca e Renato Lattes.

Mentre la Tavola Rotonda -con Michele De Luca, Matelda Grassi Giorgio Lunghini, Licio Palazzini, Carla Ravaioli, conclusa da Betty Leone- ha collocato la proposta dei lsu nel confronto strategico sulla creazione di occupazione, sul significato di nuovi lavori e dell'economia sociale, nel rapporto tra lavoro produttivo e riproduzione sociale.

La proposta nelle sue linee di fondo e nei suoi aspetti ancora sottoposti ad approfondimento dovrà essere oggetto di discussione all'interno della CGIL e rappresentare un contributo a una definizione unitania. E' evidente che se approderemo a una ipotesi di legge quadro sarà necessario fare molta attenzione alla fase transitoria così come centrali restano le questioni delle risorse e dei tempi.

N.B . Introduzioni e comunicazioni sono già state pubblicate nel Quaderno n. 7